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Geraldina Piazza
E ringrazia
che è finita la vernice
Prefazioni di Roberto Alajmo
ed Enrico Bertolino


Prima edizione
Settembre 2006

Volume 13x21 cm
Pagine 192
Cod. ET024
ISBN 88-7454-030-
2
Prezzo € 12
,00

 

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Ciò che ha ispirato questo libro è solo un forte spirito d'osservazione e l'ammirazione verso questa forma di libertà che è la “scritta”, sia su un muro, che su un'insegna o su un pezzo di carta. “Coquistati ogni giorno la tua libetà” recita una di queste fotografata sul muro della stazione di Milazzo. Anche scrivendo in modo sgrammaticato, ma nell'assoluta autonomia di espressione e di pensiero.
Una delle caratteristiche di questo libro è l'aver fermato il tempo per qualche attimo, visto che le scritte, così come compaiono, nel giro di poco scompaiono, o perché cancellate da mano pietosa, o perché corrette, o, semplicemente per causa di forza maggiore. Non dimenticherò mai, nel filone delle soap opera, la Pellicceria Sue Ellen, aperta e chiusa nel giro di una settimana e sfuggita al mio obiettivo, mentre troverete le pompe funebri Paradiso, colte immediatamente visto che erano in una bottega vicino casa, ma chiuse in dieci giorni. Sappiate, infatti, che una buona parte di ciò che ho fotografato non è più reperibile da nessuna parte.

Sono anni che, girando la mia città, ovvero Milano, così lontana dalla Palermo di Geraldina, non mi imbatto più in un muro bianco, sì un semplice muro bianco, come quelli della case coloniche di una volta, dove non si attaccava nemmeno un manifesto elettorale, per paura di disturbare l'intonaco.
Scritte, disegni, murales, firme, graffiti, insomma c'è di tutto sui muri ...
A Padova, anni fa, su un muro della Facoltà di Psicologia, c'era una scritta in rosso ... “Le donne socialiste vogliono l'apertura a sinistra“. Ebbene, una mano apocrifa, ed anche un po' sciovinista, aveva aggiunto con la vernice nera: “A noi sta bene così com'è grazie”.
Se l'arte della scritta murale si potesse nutrire della stessa ironia, irriverenza ed intelligenza, allora ben vengano le scritte ... ma se si debbono solo firmare i palazzi per dimostrare di esistere, allora speriamo che la vernice finisca presto ...
Enrico Bertolino

Ci mancherebbe che ognuno con la vernice sua non ci potesse scrivere quel che gli pare, ma la libertà di ognuno finisce dove comincia la libertà di tutti gli altri. La vernice è tua, ma il muro e anche l'occhio di chi guarda non ti appartengono. Non puoi disporne a tuo piacimento. Il possesso di una bomboletta di vernice – o di un pennarello, o di una tipografia compiacente – diventa troppo spesso diritto a esprimere la propria vena artistica a prescindere da qualsiasi competenza.
Chi scrive sui muri, specialmente, pensa di potersi impadronire di uno spazio pubblico (o altrimenti privato) solo per la forza del diritto che si è autoconquistato comprando una bomboletta di vernice.
C'è però da considerare che alcune di queste scritte possiedono una genialità più o meno volontaria che merita di essere premiata.
Nel caso di queste eccezioni bisogna sforzarsi di ridere con, facendo eccezione al ridere di, da applicare alla stragrande maggioranza degli altri casi.
Roberto Alajmo

 


Geraldina Piazza è nata e vive a Palermo dove lavora come giornalista, addetto stampa e fotografa freelance dal 1980. Si occupa di spettacolo, avvenimenti culturali e sportivi. Scrive favole su commissione ed ha già pubblicato il libro “Ognuno con la vernice sua ci scrive quel che gli pare”.

 

 
   
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© ediTecnica srl - All rights reserved - Last Update: 22/06/2015

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