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Salvatore Prescia
Palermo, la città disegnata
Viaggio nel tempo e nello spazio
dal 1860 al 2000

Prima edizione
Dicembre 2005

Volume 20,5x28 cm
Pagine 232
Cod. ET024
ISBN 88-7454-025-
6
Prezzo € 25
,00

 

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Edoardo Caracciolo, caposcuola dell’Urbanistica moderna in Sicilia, presentando la raccolta di cartografie storiche della città di Palermo, dalle origini al 1860 (R.La Duca, Cartografie della città di Palermo dalle origini al 1860, ed. Banco di Sicilia, Palermo 1962), manifestava, con una intuizione anticipatrice dei nostri tempi, il ruolo particolare che poteva assumere <<la vecchia cartografia urbana, simbolica nel Medioevo, pseudo prospettica nel ‘500 e nel ‘600 (veduta obliqua), pseudo geometrica nel ‘700 (veduta zenitale), in quanto solo testimonianza del gusto grafico di una certa epoca e di una sequenza di fatti topografici, ma, appunto, per la sua simbolicità, tridimensionale e grossolana approssimazione in grado di costituire interpretazione di ben più complessi fatti urbanistici>>.
Convinto assertore di quella intuizione, il Caracciolo ne metteva alla prova la sostenibilità attraverso una lettura mirata delle Carte di Palermo del Florimi (1582) e del Marchese di Villabianca (1777), ricercando nelle differenze e nei cambiamenti evidenziati dal confronto fra le due carte, le motivazioni ed i segni della evoluzione mostrata dalla città nell’intervallo di tempo compreso tra la formazione delle due carte e, contestualmente, l’evoluzione della tecnica della rappresentazione.
Concludendo la presentazione, limitata al 1860, il Caracciolo auspicava che tale esperimento potesse avere successivamente un seguito ed un aggiornamento fino al 1960. Augurio per un’intenzione rimasta purtroppo tale, essendo l’Autore venuto a mancare nel corso dello stesso 1962.
A distanza di oltre quarant’anni, nella piena condivisione di quella intuizione, ne abbiamo voluto riprendere la ricerca sulla sua sostenibilità, estendendola al periodo di tempo compreso fra il 1860 ed il 2000.
La pubblicazione tende a sostenere l’attendibilità dell’ipotesi secondo la quale alla storia delle città, solamente scritta, può derivare un consistente arricchimento ed una maggiore attendibilità se integrata, a sua illustrazione, da rappresentazioni del contesto storico-territoriale cittadino nel quale gli eventi hanno trovato e trovano esplicito svolgimento.
Ad un siffatto risultato va associato un ulteriore valore aggiunto fornito dall’esame di quelle rappresentazioni, reiterate in sede cronologica, attraverso il quale viene messo in luce il livello, sia qualitativo che quantitativo, della evoluzione rivelata dalla città nel corso di un determinato periodo di tempo.
Si tratta, cioè, di raggiungere una più spinta e condivisa comprensione della storia della città, attraverso un attento esercizio di monitoraggio territoriale, non solamente letta ma anche vista.

 


Salvatore Prescia, ingegnere, ha iniziato la carriera universitaria nel 1947 da assistente volontario nella Facoltà di Ingegneria dell’UNiversità di Palermo e successivamente ha continuato da docente di cartografia nella Facoltà di Scienze (Geologia), di urbanistica prima e di fotogrammetria dopo nella Facoltà di Architettura .
Nel corso di una intensa attività di ricerca ha pubblicato una consistente produzione di saggi e memorie sui temi inerenti il settore della conoscenza del territorio, delle città e dei
centri storici.
E’ stato componente, per oltre un decennio, del Consiglio direttivo della Società Italiana di Fotogrammetria e Topografia (SIFET);
rappresentante per l’Italia nella VI Commissione della International Society for Photogrammetry and Remote Sensing; componente fondatore del Comité international de Photogrammétrie architectural (C.I.P.A); socio fondatore dell’Istituto nazionale di Architettura (IN/ARCH) e socio effettivo dell’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU)

 

 
   
Guida ai lavori pubblici in Sicilia

© ediTecnica srl - All rights reserved - Last Update: 22/06/2015

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